Consulenza & Psicoterapia

La psicoterapia è un metodo terapeutico fondato sulla parola, attraverso il quale la persona affronta un disturbo psicopatologico: ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi alimentari, disturbi dello sviluppo, sono solo alcuni esempi delle difficoltà che portano le persone a chiedere una aiuto specialistico.

Perché chiedere un aiuto specialistico? Perché il senso comune ha fallito e il problema non passa: la psicopatologia rimane invariata e resistente al cambiamento. Si diventa ‘succubi’ di un problema verso il quale ‘ricette’ ragionevoli non funzionano.

Il termine psicoterapia è composto dalla congiunzione di due parole: la radice “psiché” è tradotta come “anima” mentre la desinenza “therapeia” significa “cura”, quindi, in senso esteso, possiamo definire la psicoterapia come la “cura dell’anima”.

E’ un ‘trattamento sistematico dei disturbi psichici che può avvalersi di procedimenti diversi, ma si fonda essenzialmente sull’interazione verbale, e mira a ridurre i sintomi [e/o eliminarli] o a modificare la struttura della personalità del paziente‘. (Garzanti Linguistica).

Se ti aspetti la classica situazione da ‘lettino’, con uno psicoterapeuta che per un’ora ti ascolta in silenzio, questo non è il modo in cui lavoro. La psicoterapia è un dialogo, a volte anche molto intenso, e alla fine di ogni seduta ‘restituisco’ al paziente una visione diversa e alternativa del problema esposto, una visione che apre nuove possibilità di comportarsi e affrontare il problema. Su cosa si basa questa visione alternativa e terapeutica?

Su una cornice metodologica ben precisa che guida l’osservazione clinica. Una cornice metodologica in grado di coniugare l’esperienza in prima persona di chi vive sintomi e/o disturbi psicopatologici con una conoscenza scientifica e psicobiologica sui rapporti tra mente e corpo. Può approfondire la metodologia che utilizzo leggendo questo link. Tuttavia, troverai un articolo specialistico più utile e informativo per gli addetti ai lavori.

Per farti un’idea realistica di come lavoro, preferisco, diversamente, citare un bell’articolo di Medicitalia, che a sua volta riprende due articoli scientifici sul tema psicoterapia.

Innanzitutto una buona notizia: “È bene sapere, infatti, che la ricerca ha ormai chiarito che chi si rivolge alla psicoterapia a fronte di problemi personali riesce a stare meglio dell’80% di chi non lo fa e che i cambiamenti ottenuti sono durevoli (Lambert e altri, 2002).

In secondo luogo, quali sono le caratteristiche di un buon psicoterapeuta?

Vediamo in pratica quali sono le qualità da ricercare nel nostro terapeuta (Okiishi, 2003).
Il buon psicoterapeuta:

  • sa come instaurare e costruire una relazione con il suo paziente;
  • concorda all’inizio con il paziente l’obiettivo terapeutico da raggiungere;
  • è pronto a dare suggerimenti quando gli vengono richiesti;
  • non usa gergo tecnico;
  • si lascia coinvolgere dal problema del paziente, ma riesce a rimanere allo stesso tempo obiettivo;
  • non sostiene che la terapia debba necessariamente essere “dolorosa”;
  • non indugia nel passato senza necessità;
  • dà appoggio quando emergono sensazioni dolorose, ma non incoraggia la persona a manifestare emozioni oltre la normale necessità di lasciar uscire le sensazioni represse;
  • è in grado di aiutare a sviluppare le abilità sociali necessarie in campo affettivo, di amicizia, intimità, piacere e di relazione con la comunità;
  • aiuta a sfruttare e a sviluppare le risorse che la persona già possiede – e che possono rivelarsi più ampie di quanto sembri a prima vista;
  • tiene conto degli effetti che la terapia può avere sulla vita del paziente e sulle persone a lui vicine;
  • è in grado d’insegnare a rilassarsi profondamente;
  • è in grado di aiutare a pensare alle difficoltà e ai problemi in modo nuovo ed edificante;
  • è in grado di utilizzare una vasta gamma di tecniche, secondo le necessità;
  • può assegnare dei compiti da mettere in atto fra le varie sedute;
  • fa fare il minimo numero di sedute necessario;
  • incoraggia la fiducia in se stessi, l’autonomia e l’indipendenza e fa sì che ci si senta meglio dopo ogni seduta.

Queste parole ben descrivono il mio modo di lavorare e/o collaborare con i colleghi e i medici.

Nello specifico, la psicoterapia si pone l’obiettivo di permettere alla persona di ‘riconfigurare’ il disturbo, vederlo sotto un altra luce, consentendo una prospettiva che permette il cambiamento. Il sintomo, infatti, indica sempre un contesto di vita che va ri-costruito nei suoi più diversi aspetti e ha un significato e un senso, che non va negato, ma esplorato, al fine di avere delle indicazioni precise per superare concretamente un momento di vita difficile.

A differenza di altri approcci, la psicoterapia cognitiva post-razionalista è ‘pratico-attuativa’, ossia lavora su un piano concreto ed esistenziale, fornendo al paziente delle informazioni utili a ri-orientarsi nella propria vita e attraverso una serie di osservazioni e azioni ‘pratiche’ affrontare, ridurre e superare i propri sintomi.

Per fare questo, come in ogni cosa, serve un metodo e nel caso della psicoterapia post-razionalista è un metodo di osservazione della propria esperienza che porta a ‘rivelazioni’ sul modo, unico e personale, di affrontare e vivere i fatti di vita che quotidianamente ci accadono.

Come si svolge una psicoterapia?

Il percorso di cura viene concordato tra terapeuta e paziente definendone gli obiettivi e le finalità terapeutiche in modo precisoIl percorso si articola e si definisce di volta in volta in base ai risultati raggiunti. Gli incontri si articolano sulla base di una cadenza regolare, spesso settimanale, in cui il terapeuta offre al paziente strumenti di comprensione e di riconfigurazione dell’esperienza emotiva. Questi incontri sono finalizzati alla riduzione del sintomo e alla risoluzione e comprensione di disturbi psicopatologici di varia entità che vanno dal modesto disadattamento sociale, lavorativo, scolastico al disagio personale vero e proprio fino alla psicopatologia conclamata, dove la gravità della sintomatologia genera un’importante compromissione della vita quotidiana dell’individuo.

Gli strumenti della psicoterapia

La parola, il metodo, l’osservazione e la comprensione del modo, ossia la tonalità emotiva, che guida il nostro comportamento. Attraverso tecniche applicative il terapeuta aiuterà il paziente ad orientarsi nella comprensione di sé e nel riconoscimento delle proprie emozioni.

Spesso, si pensa alla psicoterapia come ad un procedimento lento, lungo e doloroso: Nulla di più sbagliato! La durata e l’esito della psicoterpia è il risultato di un lavoro congiunto e strategico (o pianificato) tra terapeuta e paziente, in cui il primo fornisce al secondo gli strumenti adatti di cui potersi appropriare per comprendersi meglio e superare un disagio.

Il paziente può ‘svoltare’, a volte in modo istantaneo, nel momento in cui accede alla tonalità emotiva che determina il disagio e ne capisce il senso. In ogni caso, tale osservazione ‘rivelatrice’ del senso dei propri sintomi cambia in modo sostanziale il proprio modo di vivere, rafforza la propria identità e riduce la sofferenza, perché ne individua l’origine, la traiettoria e il fine non in teorie astratte, ma nella propria vita ed esperienza.

Le persone, infatti, arrivano in psicoterapia, proprio perché non riescono a capire il sintomo, ossia il comportamento ‘insensato’ agito prima che ogni riflessione sia in grado di padroneggiarlo. L’approccio Post-Razionalista si concentra su tale processo, che a volte, quando la sofferenza è soverchiante, può essere co-adiuvato dall’utilizzo di psicofarmaci, anch’essi dati in modo sensato e tenendo conto dell’esperienza pratiche di vita dei pazienti.

Infine, la psicoterapia può essere utile anche per dipanare i più comuni e diffusi dubbi esistenziali, ovvero può aiutare non solo a guarire da un disturbo, ma a vivere al meglio delle proprie possibilità, riuscendo a godere a pieno dell’esistenza.